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domenica 1 marzo 2009

Appunti economia gratis : Le strategie

La strategia è un sistema di scelte relative alle risorse da impiegare e alle azioni da intraprendere a livello produttivo, finanziario, amministrativo commerciale e organizzativo, affinché l’azienza possa raggiungere i propri obiettivi.

Il termine strategia è utilizzato per indicare:
• Capacità di prendere decisioni
• Problemi di notevole importanza
• Decisioni che esercitano il loro effetto nel lungo periodo;
In altri termini la strategia :
• Indica la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi
• Presuppone determinate azioni e l’impiego di determinate risorse
• È interpretabile come collegamento tra l’impresa e l’ambiente esterno;
La pianificazione strategica è il processo con il quale si definiscono gli obiettivi di lungo termine dell’impresa e si elaborano in termini di risorse, operazioni e comportamenti, le strategie che consentono di conseguire gli obiettivi stessi.
Strategia e pianificazione sono parti di un unico processo: prima si formula una strategia e poi si pianifica per realizzarla.
Il processo di pianificazione si sviluppa attraverso sei fondamentali:
• Definizione degli obiettivi:
1. i traguardi:
missione
obiettivi di lungo termine
• Analisi dell’ambiente esterno:
1. le previsioni:
opportunità
minacce
• Analisi interna:
1. la diagnosi:
punti di forza
punti di debolezza
• Formulazione della strategia:
1. Le linee di azione:
strategia di gruppo
strategia di business
strategia funzionale
• Pianificazione:
1. La formalizzazione:
piano aziendale
piano di funzione
piani di prodotto
• Realizzazione:
1. L’esecuzione e il controllo:
struttura organizzativa
piani operativi annuali

Per comprendere la strategia d’impresa occorre individuare gli obiettivi di riferimento.
Gli obiettivi possono essere distinti in tre categorie: la missione, gli obiettivi di lungo termine e gli obiettivi di breve termine.

La missione esprime in modo ampio gli scopi che l’impresa persegue, la sua cultura, la sua filosofia, i suoi vari chiave e quindi in definitiva il suo orientamento strategico di fondo.
Quando è ben formulata, la missione indica che l’impresa oltre al profitto persegue obiettivi sociali e considera prodotti, settori e mercati in modo strumentale rispetto ai fini.

Gli obiettivi di lungo termine esprimono i risultati che, all’interno di una determinata missione d’impresa, il management aziendale si prefigge di raggiungere nel lungo periodo, utilizzando le risorse disponibili o che intende procurarsi sul mercato.

1. Obiettivi di “redditività”, normalmente si assume come obiettivo generale d’impresa quello di produrre ricchezza nel tempo.
2. Obiettivi di “sviluppo”, l’espansione dell’attività porta molti vantaggi, quali le realizzazione di economie di scala nella produzione e nella distribuzione, l’acquisizione di una maggiore forza di negoziazione dei fornitori, la capacità di attrarre le migliori capacità manageriali,ecc. La grande dimensione è intesa come il mezzo più sicuro per conservare posizioni dominanti sul mercato e lo sviluppo è considerato indice di sopravvivenza.
3. Obiettivi di “leadership”, all’azienda si chiede di raggiungere o di rafforzare una posizione-guida nell’innovazione tecnologica, nelle condizioni interne di lavoro, nel livello dei costi,ecc.
4. Obiettivi “sociali”, l’azienda associa ai propri obiettivi alcuni obiettivi che sono tipici della collettività nel suo insieme, come lo sviluppo di certe aree depresse, la lotta all’inquinamento, la difesa dell’occupazione, il miglioramento delle condizioni di lavoro,e così via.
5. Obiettivi di “equilibrata struttura finanziaria”, gli obiettivi di redditività, di sviluppo, di leadership e sociali devono essere raggiunti mantenendo le condizioni di equilibrio nella composizione delle fonti di finanziamento, cioè tra capitale proprio e capitale di terzi. Il mancato raggiungimento di questo obiettivo potrebbe compromettere il futuro dell’impresa, a causa degli elevati oneri finanziari e della rigidità gestionale conseguenti ad un eccessivo indebitamento.

Gli obiettivi di breve termine sono le mete intermedie da raggiungere per conseguire gli obiettivi di lungo periodo. Essi sono assegnati a specifiche aree organizzative, devono potersi esprimere “quantitativamente” ed essere realizzati entro un termine definito.

Per definire gli obiettivi concretamente raggiungibili è necessario analizzare l’ambiente in cui l’impresa agisce, per prevedere l’evoluzione di fenomeni che possono modificare lo scenario e influire sulla gestione.
Analizzare l’ambiente nei suoi aspetti generali significa considerare l’ambiente politico, economico, sociale, culturale, tecnologico e naturale dei paesi in cui l’azienda agisce o intende agire.
L’analisi dell’ambiente politico deve consentire all’impresa di prevedere se in futuro saranno emanate leggi che potranno cambiare gli scenari e porre nuovi vincoli alle strategie stesse.
L’introduzione di una nuova norma, infatti, può costituire una “minaccia”, ossia un pericolo per l’impresa, ma anche una “opportunità”, cioè un’occasione favorevole.
Anche le previsioni relative all’evoluzione dell’ambiente sociale che la circonda e alla tendenza futura con i rapporti dei lavoratori, con i consumatori e con la società sono utili all’impresa per la formulazione della strategia.

Lo scopo principale dell’analisi del mercato e del settore nel quale l’impresa opera è quello di individuare sia le opportunità che si presentano, sia le minacce esistenti, nonché i fattori di successo per l’impresa stessa. Questa analisi si sviluppa attraverso le seguenti fasi fondamentali:

1. La definizione del settore. Il settore è l’ambiente specifico in cui l’azienda opera o intende operare.
2. L’analisi della domanda. Mira a dare risposte a domande del tipo: perché i consumatori o gli utilizzatori comprano il prodotto? In quale stadio del ciclo di vita è giunto il prodotto? È un prodotto acquistato per la prima volta? È la sostituzione di un vecchio prodotto? Come varia la domanda in rapporto all’andamento dei prezzi, del reddito dei consumatori, della concorrenza di altri prodotti?
3. L’analisi dei fattori produttivi. Per le imprese che attuano una produzione continua o per quelle a basso valore aggiunto sono molto importanti la continuità nell’approvvigionamento e la stabilità dei prezzi delle materie prime, mentre per quelle che operano in settori labour-intensive diventa fondamentale verificare la disponibilità di mano d’opera, generica o specializzata, il relativo costo, i rischi dell’interruzione della produzione per scioperi, assenteismo, ecc…
4. L’analisi della concorrenza. È un’indagine con cui si vogliono conoscere le imprese concorrenti e loro strategie, cosi come si vuole sapere se esistono barriere all’entrata di nuovi concorrenti. Per formulare una strategia vincente è necessario individuare i fattori sui quali in genere punta la concorrenza per mantenere o aumentare la quota di mercato; occorre cioè individuare quali sono i suoi fattori critici di successo. La competizione infatti può essere basata sui prezzi, sulla differenziazione materiale o psicologica del prodotto rispetto a quello dei concorrenti, sulla tempestività delle consegne, sui servizi post-vendita, sulle condizioni di pagamento. L’analisi si conclude poi con l’individuazione delle opportunità offerte dal mercato, con previsioni sulla capacità di assorbimento e, quindi, con previsioni sui volumi di vendita e sui possibili profitti.

Un’altra fase del processo di pianificazione strategica è la verifica delle risorse umane e materiali a disposizione dell’impresa, l’analisi dei risultati ottenuti, l’individuazione dei punti di forza e di debolezza. In altri termini, si tratta di esaminare “lo stato di salute dell’impresa” e rispondere alla domanda “chi siamo?”.

La diagnosi viene effettuata attraverso le seguenti analisi.

1. Analisi della redditività del capitale: si sviluppa attraverso il calcolo e l’interpretazione degli indici di redditività (ROE, ROI, ROD, ROS, ecc…) e ha lo scopo di valutare se l’utile conseguito è adeguato alle risorse finanziarie impiegate nell’impresa.
2. Analisi della struttura dei costi: considera il rapporto tra costi fissi e costi variabili è la capacità delle singole produzioni di assorbire i costi fissi.
3. Analisi della struttura finanziaria: è fatta mediante il calcolo di indicatori e indici finanziari e ha lo scopo di conoscere il grado di liquidità e il livello di indebitamento dell’impresa.
4. Analisi del portafoglio prodotti: è rivolta a individuare la posizione di ciascun prodotto nel proprio ciclo di vita.

Anche la redditività del capitale investito è diversa nelle quattro fasi.
Nella prima fase è negativa perché l’impresa, per il lancio del prodotto, sostiene costi elevati, solo in parte coperti da ricavi. Aumenta nel modo considerevole nella seconda fase, al termine della quale raggiunge la punta massima, per poi diminuire nella fase della maturità, quando i margini di profitto tendono calare a causa della concorrenza. Nell’ultima fase la redditività continua a decrescere a causa della diminuzione delle vendite.

5. Analisi della struttura organizzativa: ha lo scopo di verificare se la struttura attuale è adeguata a sostenere le strategie che l’impresa intende sviluppare.
6. Analisi dei punti di forza e dei punti di debolezza: è volta a individuare i settori e gli aspetti nei quali l’impresa eccelle e quelli nei quali non ottiene buoni risultati.
L’esame riguarda aree diverse a seconda del tipo di impresa, del mercato nel quale essa opera e del livello di approfondimento che si vuole dar all’analisi. In generale, le principale aree da considerare sono la capacità del management, la situazione finanziaria, il personale, le tecnologie disponibili, il marketing, la distribuzione, ecc…
Per stabilire se i risultati delle analisi evidenziano punti di forza oppure punti di debolezza, occorre scegliere un criterio, ossia un termine di paragone.

I fattori critici di successo (F.C.S.) sono le variabili su cui il management può agire con le sue decisioni e che possono incidere in modo consistente sulla posizione competitiva dell’impresa all’interno del settore in cui essa opera.
Essi variano e hanno importanza diversa a seconda del settore.
Un criterio per stabilire se l’impresa a punti di forza e punti di debolezza consiste allora nel verificare se in essa sono presenti i fattori di successo.
I fattori critici di successo si modificano nel tempo per condizioni oggettive (per esempio, la crisi del petrolio ha fatto si che l’economicità dei consumi da elemento trascurabile diventasse un fattore critico di successo per i costruttori di automobili) e per scelte deliberate (per esempio, il successo di una scelta strategica da parte di un concorrente quale può essere la dinamicità del rinnovo dei modelli, modifica i fattori critici di successo).

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