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martedì 3 marzo 2009

Un presagio benaugurante I

Poiché i veienti, spinti dai romani dentro le mura, non potevano essere catturati con una guerra lunga e dura, poiché quel ritardo sembrava intollerabile, gli dei immortali manifestarono con un meraviglioso prodigio la strada della vittoria.

Improvvisamente il lago Albano non aumentato dalle piogge celesti e non aiutato dall’inondazione di alcun fiume superò il solito livello di stagno. Per esaminare quella cosa sembrò opportuno ai romani mandare ambasciatori all’oracolo di Delfi. Gli ambasciatori riferirono dei pregi venivo il consiglio che diffondesse l’acqua del lago per i campi; così infatti Veio sarebbe caduto nel dominio del popolo romano.

Versioni latino gratis Ammirazione per Alcibiade degli storici più autorevoli

Tre bravissimi storici esaltarono con grandissime lodi Alcibiade denigrato da molti: Tucidide, che fu dello stesso periodo, Teopompo, nato dopo un certo periodo, e Tuneo:

tuttavia questi due estremamente maledicenti furono d’accordo nel lodare proprio quello, non so in che modo. Infatti quelle cose, che abbiamo scritto prima, dissero di lui più e più di questo; poiché nacque ad Atene, durante la gloriosa civiltà; poi espulso si recò a Tebe, così unì agli studi di loro, che nessuno seppe eguagliarlo nella fatica e nella forza fisica (infatti i Beozi servono tutti maggiormente per la consistenza del corpo che per la vivacità dell’ingegno), lo stesso presso gli spartani, dei quali per costumi la somma virtù era messa nella pazienza, così fosse data a lui insensibilità, come la parsimonia di viltà e di rispetto provarono tutti gli spartani gli spartani; stette presso i Traci, uomini violenti dediti alle cose di Venere. Anche questi anticipasse in queste cose; andò dai Persiani presso i quali era somma lode andare a caccia fortemente, vivere dissolutamente: di loro così ho imitato le abitudini, come loro stesso ammirano lui in quello. Con le quali cose fece come, presso chiunque fu.

Versione latino gratis Un tribuno preannuncia ai soldati l’eclissi di luna

Fortificato completamente l’accampamento Caio Semplicio Gallo, tribuno dei soldati della seconda legione, che era stato capo l’anno precedente, convocata l’assemblea con il permesso del console proclamò ai soldati convocati che la seguente, perché non prendessero ciò come presagio, che la luna sarebbe stata sul punto di mancare dall’ora quarta della notte.

Ciò perché avvenisse in tempi stabiliti e con ordine naturale, sia per essere saputo, sia per poter essere detto. E così in modo che, poiché fossero certi sia del sorgere sia del tramontare del sole della luna, non si meravigliassero che la luna risplendesse ora in pieno cerchio, ora decrescente in uno stretto corno, così che nemmeno l’essere oscurato mettendolo insieme all’ombra della terra, non dovesse essere trasformato in prodigio. Di notte, il giorno prima che arrivasse il giorno della nona di settembre, all’ora divulgata quando la luna mancò, i Galli furono visti dai soldati romani con saggezza quasi divina; né diversamente il profeta, annunciando il tramonto del regno e la rovina della gente mosse i macedoni tenendo conto di un triste presagio. Nell’accampamento dei macedoni ci fu il clamore e le urla finché al luna apparì nella sua luce.

Versione latino gratis Estrema difesa di Salona contro le forze Pompeiane

Per la ritirata delle navi Liburniche dall’Illiria Marco Ottaviano con queste, che aveva, non pervenne a Salona. Lì sollevati i Dalmati e i restanti barbari respinse Issa dall’amicizia di Cesare

la comunità dei cittadini romani a Salona, non potendo muovere né con promesse né con avvertimenti di pericolo, iniziò ad attacare la fortezza. D’altra parte della città è fortificata della natura del luogo.Ma velocemente i cittadini romani, costruite torri di legno, si fortificarono con queste e, essendo deboli per resistere a causa della scarsezza di uomini, sfiniti dalle numerose ferite, risolsero per un estremo mezzo di salvezza e liberarono tutti i servi schiavi adulti e tagliati i capelli di tutte le donne ne fecero delle corde. Saputa l’intenzione di quelli, Ottavio circondò la fortezza per mezzo di cinque accampamenti e in un momento cominciò che quelli assalirono per mezzo dell’assedio e dell’espugnazione. Quelli lavoravano al frumento tutti interrotti massimamente esperti. Per queste cose mandati a Cesare degli ambasciatori, gli chiedevano aiuto; i restanti scomodi come poterono, si sostenevano da soli.

Versioni latino gratis Filippo, Alessandro, Pirro, Dionisio

Tra la gente macedone due superano di molto gli altri per la gloria delle gesta: Filippo, figlio di aminta, e Alessandro Magno.

Uno di questi due consumato dalla malattia a Babilonia, Filippo fu ucciso dagli Egeati, mentre andava a vedere i giochi vicino al teatro. Un Epirota, Pirro, che combatté contro il popolo romano. Egli mentre espugnava la città di argo nel Peloponneso, colpito da un sasso, morì. Uno del medesimo genere Siculo, il vecchio Dioniso. Infatti fu sia forte meno che esperto in guerra e, che non è facile da trovare in un tiranno, minimamente avido, non lussurioso, non avaro; e infine per niente cupido di alcuna cosa se non

Versioni latino gratis Il cursur honorum

Marco Catone, nato nel municipio di Fuscolo, adolescente, prima di dedicarsi alla carriera politica, visse tra i Sabini, poiché lì aveva un podere lasciato dal padre.

Quindi per esortazione di C. Valerio Flacco, che ebbe collega nel consolato e nella censura(carica del console) emigrò a Roma e cominciò fare l’avvocato. Meritò il primo stipendio militare a 17 anni. Fu tribuno militare in Sicilia, sotto Quinto Fabio e M. Claudio consoli. Quindi come ritornò, seguì l’accampamento di C.C.N., e al sua grande opera fu molto stimata nella battaglia presso la Sena, nella quale cadde Asdrubale, fratello di Annibale. Fu eletto Edile della plebe con C. Elvio. Divenne pretore della provincia di Sardegna, dalla quale tempo prima aveva condotto Quinto Ennio il poeta, il che stimiamo meno di qualsiasi grandissimo trionfo in Sardegna.

Versioni latino gratis Annibale giunge in Italia

Annibale fatto comandante a meno di 25 anni, nei tre anni seguenti sottomise tutte le genti della Spagna, espugnò Sagunto, città confederata, con la forza unì tre eserciti molto grandi.

Tra questi mandò uno in Africa, un altro lo lasciò col fratello Asdrubale in Spagna, il terzo condusse in Italia con sé. Superò il valico dei Pirenei. Ovunque andasse, combatté con tutti gli abitanti: non lascio andare nessuno se non vinto. Dopo che giunse alle Alpi che separano l’Italia dalla Gallia, che mai nessuno con un esercito prima di lui eccetto Ercole aveva passato (per questo fatto quello[il passo] è chiamato oggi il passo Greco), annientò gli Alpigiani che tentavano di impedirgli il passaggio, fortificò i sentieri, e fece in modo che per quei sentieri un elefante equipaggiato potesse passare.

Versioni latino gratis Dario muore alla conquista della Grecia

Dario invece, essendo tornato dall’Europa in Asia, gli amici esortati affinché riconducesse la Grecia sotto il suo potere;

allestì una flotta di cinquecento navi e a questa mise a capo Dati e Artaferne, e a quelli diede duecentomila fanti, diecimila cavalieri, adducendo il pretesto che egli sia nemico degli Ateniesi, poiché con l’aiuto di quelli gli Ioni conquistarono i Sardi e distrussero i loro presidi. Quelli Satrapi, approdati con la flotta a Bubonea, velocemente presero l’Eretria e mandarono al re in Asia tutti i cittadini rapiti di quella gente. Quindi accedettero all’Attica e condussero le loro armate nel campo di Maratona: quello è a circa diecimila passi dalla città di Atene.

Versioni latino gratis Papirio Cursore

Fu un uomo senza dubbio degno per tutti della lode guerresca, eccellente non solo per il vigore dell’uomo, ma anche nelle forze del corpo.

La singolare agilità dei piedi era dentro di lui, la quale diede anche il soprannome; e dicono che era stato vincitore di tutti nel corso della sua vita o per la forza degli uomini o per la molta pratica, di cibo e di vino lo stesso (eccezionale mangiatore) capacissimo; ne più aspro con alcuno, poiché lo stesso fosse invincibile al lavoro del corpo, che il servizio militare fosse alla fanteria in uguale modo alla cavalleria. E una straordinaria forza era in quell’uomo di autorità allo stesso modo nei soci e nei cittadini, Il pretore di Preneste per timore aveva condotto i suoi alquanto poiché tra le truppe in prima fila; che poiché andava su e giù davanti alla tenda fu ordinato che fosse chiamato, ordinò che il ? togliesse la scure.


Versione latino gratis Druidi e Cavalieri

I Druidi sono soliti astenersi dalla guerra né versano i tributi insieme agli altri.

Molti vanno alla scuola spontaneamente incitati da tanti premi servizio militare e l’immunità di tutte le cose e altri sono mandati dai genitori e dai familiari. Si dice che qui imparino a memoria un gran numero di versi. Pertanto alcuni rimangono a scuola vent’anni per ciascuno; e pensano che sia lecito affidare quelle cose alle lettere usando nelle restanti cose sia pubbliche che private servano delle lettere greche. Mi sembra che abbiano stabilito ciò per due motivi perché ne vogliono che la dottrina sia diffusa nel popolo ne che quelli che imparano confidando nelle lettere si affidino meno alla memoria; questo in genere avviene che rallentino la diligenza nell’imparare e la memoria a causa del ? e delle lettere. Fra le prime cose vogliono persuadere riguardo a ciò che le anime non muoiono ma che le anime passano dall’uno all’altro e soprattutto questo ritengono e ciò sono spinti alla virtù essendo stato messo da parte il dolore della morte. Inoltre discutono molte cose circa gli astri e il loro movimento sulla grandezza del mondo, ?; sulla natura, sulla potenza degli dei mortali.

lunedì 2 marzo 2009

Versioni latino gratis Druidi e Cavalieri (II)

Questa punizione presso essi è gravissima: coloro ai quali così fu vietato, questi ai quali è stato così vietato e scellerati tutti si allontanano da loro, di loro evitano la loro frequenza e il dialogo affinché abbiano alcun danno dal contatto dei dannosi, e non viene resa giustizia a questi qualora la chiedano e ne alcune cariche pubbliche è condivisa.

Inoltre a tutti questi druidi presiede uno solo, che tra loro ha una somma autorità. Dopo che questo morì e se questo esce dalla religione, con dignità o succede, se chi sono parecchie parti, per suffragio viene eletto il druido; giammai si contendono per il primato questi in certi periodi dell’anno si riuniscono in un territorio consacrato nella regione dei Carnuti. Qui si radunano tutti coloro che hanno controversie e obbediscono ai loro giudizi decretanti.

sabato 28 febbraio 2009

Versioni latino gratis LA CONTESA FRA ROMOLO E REMO. LA FONDAZIONE DI ROMA

Il desiderio di fondare una città prese Romolo e Remo in quei luoghi dove erano stati abbandonati e dove erano stati allevati.

. Si insinuò allora ai loro pensieri che il male avito fece scoppiare quindi un'orribile lotta dall'inizio abbastanza calmo.
Essendo gemelli, non potevano fare criterio di scelta il rispetto per l'età, affinché gli dei, che dovevano tutelare quei luoghi, scegliessero per mezzo del volo degli uccelli che nome dare alla nuova città e chi guidasse la fondazione della città con il governo, scelgono per prendere gli auspici Romolo il Palatino e Remo l'Aventino. Si tramanda che a Remo, primo dei due, vennero sei avvoltoi per augurio; e ormai con l'auspicio annunciato, avendo presentato un numero doppio rispetto a Romolo, forse aveva salutato con il seguito di ciascuno
Quindi venuti alle mani, nell'esasperazione dell'ira, sono rivolti alla strage; qui nella confusione dei colpi Remo rimase ucciso.
Più diffusa è la fama che, per beffa verso il fratello, Remo saltò sopra le mura nuove; fu ucciso da Romolo per la rabbia.
Così Romolo solo si impadronì dell'impero; la città fondata fu chiamata con il nome del fondatore

Versioni latino gratis LA NASCITA DI ROMOLO E REMO

La violentata Vestale, avendo avuto un parto gemellare, sia che così credesse, sia che fosse più onorevole un dio, autore della colpa, chiama Marte padre dell'incerta prole.

Ma né gli dei né gli uomini salvano o la stessa o la prole dalla crudeltà del re: la sacerdotessa vinta è chiusa in carcere, Amulio ordina che i bambini vengano messi nell'acqua corrente.
Si racconta che, avendo l'acqua bassa lasciato in secco la cesta galleggiante, nella quale erano messi i bambini, una lupa assetata volse il passo dai monti, che sono tutt'intorno, verso il vagito infantile; si racconta che ella offrì le mammelle agli infanti, lei talmente mite che il guardiano del gregge del re si imbatté per caso nei bambini mentre li leccava con la lingua. Riferiscono che il suo nome fosse Faustolo. Si racconta che da lui furono dati da allevare alla moglie Laurentia nella dimora

Versioni latino gratis LOTTE NEL LAZIO. LA MORTE DI ENEA

Allora gli Aborigeni e i Troiani furono affrontati con la guerra. Turno re dei Rutuli, la cui fidanzata era stata prima dell'arrivo di Enea Lavinia, mal sopportando che lo straniero gli fosse stato preferito, aveva dichiarato guerra nello stesso momento a Enea e Latino

Né l'uno né l'altro degli eserciti uscì lieto da questa lotta; i Rutuli furono vinti; gli Aborigeni e i Troiani vincitori mandarono via il comandante latino.
Quindi Turno e i Rutuli, disperando della situazione, si rifugiarono presso al potenza fiorente degli Etruschi e presso il re Mezenzio loro re, il quale, governando Cere, in quel tempo città ricca, già fin dall'inizio per niente lieto a causa della fondazione della città, prese le armi dei Rutuli senza difficoltà (strinse un'alleanza militare con i Rutuli senza difficoltà). Enea di fronte al terrore di una così grande guerra chiamò latini entrambi i popoli, per conciliarsi gli animi degli Aborigeni.
Forte di questi sentimenti dei due popoli che si amalgamavano di giorno in giorno di più Enea, benché potesse tenere lontana dalle mura la guerra, schierò l'esercito in ordine di battaglia. Fu fortunata quindi la battaglia per i Latini, per Enea fu anche l'ultima delle opere mortali.
Fu sepolto lungo il fiume Numico: lo chiamarono Giove Indigente.

Versioni latino gratis ENEA GIUNGE NEL LAZIO

E' noto che, presa Troia, Enea, profugo dalla patria, dapprima giunse in Macedonia, poi fu trasportato in Sicilia, dalla Sicilia si era diretto con la flotta alla piana di Laurento.

Sbarcati qui i Troiani, facendo bottino fra i campi, il re Latino e gli Aborigeni, che allora abitavano quei luoghi, accorsero dalla città e dai campi per bloccare l'impeto degli stranieri. La tradizione è duplice: alcuni tramandano che Latino vinto in guerra strinse la pace con Enea, in seguito la parentela; altri tramandano che, dopo che gli eserciti schierati furono formati, prima che fosse dato il segnale di battaglia, Latino avanzò tra le prime file e chiamò a colloquio il comandante degli stranieri; tramandano che dopo quindi essersi informato quali uomini fossero, donde o per quale ventura dopo essersi allontanati da casa alla ricerca di che cosa arrivasse alla piana di Laurento, dopo che sentì che la moltitudine erano Troiani con Enea, figlio di Anchise e Venere, quale comandante, poiché la patria era bruciata, profughi della loro terra, cercavano un posto per fondare una città, ammirata la nobiltà della stirpe e dell'uomo, data la mano destra sancì un patto di futura amicizia; quindi data la figlia in matrimonio, l'alleanza fu stretta fra i comandanti.
I troiani fondano una città; Enea la chiama Lavigno (Pratica di Mare) dal nome della moglie. In breve tempo dal nuovo matrimonio nacque anche un figlio maschio, a cui i genitori diedero il nome di Ascagno

Versioni latino gratis : IL LUPO E LA GRU

Chi desidera la ricompensa del servizio dai malvagi sbaglia due volte: primo poiché aiuta degli indegni; poi poiché ormai non può andarsene senza danno.

Dopo che un osso divorato si conficcò nella gola del lupo, egli vinto dal grande dolore, cominciò ad adescare i singoli (animali) con una grande ricompensa, affinché gli togliessero quel male. Alla fine fu persuasa una gru con un giuramento e affidando alla gola (del lupo) la lunghezza del suo collo, fece una pericolosa operazione al lupo. Dopo aver chiesto il premio pattuito egli disse: “Sei ingrata tu che hai potuto tirare fuori la tua testa incolume dalla mia gola e chiedi una ricompensa.

Versioni latino gratis IL CERVO ALLA FONTE

Questo racconto dice che spesso risultano più utili le cose che hai disprezzato di quelle lodate.

Un cervo, dopo aver bevuto, si fermò presso la fonte e nell’acqua vide la sua immagine. Lì, mentre lodava stupendosi le sue corna ramificate e disprezzava l’eccessiva sottigliezza delle gambe, atterrito all’improvviso dalle voci dei cacciatori, cominciò a fuggire per i campi ed evitò i cani con una leggera corsa. Allora la selva accolse l’animale ed egli, impedito in essa dalle corna impigliate, cominciò ad essere sbranato dai feroci morsi dei cani. Si dice che egli morendo disse queste parole: “Oh me infelice! Che solo adesso finalmente capisco quanto mi furono utili quelle cose che avevo disprezzato e quanto danno hanno provocato le cose che avevo lodato”

Versioni latino gratis : LA VOLPE E L’AQUILA

Gli uomini, per quanto importanti, temano gli umili.

Un’aquila rapisce dei piccoli di volpe e li pone nel nido ai suoi piccoli, affinché li prendano come cibo. Allora la madre comincia a pregare l’aquila, affinché non porti tanto lutto a lei misera. Ma l’aquila, sicura sui rami dell’albero disprezza le preghiere della volpe. La volpe ruba da un altare una fiaccola ardente e prova a bruciare tutto l’albero. Vuole infatti procurare un grande dolore, simile al suo, alla nemica. Ma l’aquila, spaventata, consegna alla madre i piccoli di volpe incolumi, affinché strappi dal pericolo della morte i suoi piccoli.

Versioni latino gratis DIOGENES

Philosophus Diogenes hominum stultitiam deridebat et saepe suas cives reprehendebat.

Reprehendebat maxime illos parentes, qui liberos neglegebant et solum cupiebant divitias cumulare.
Olim Megaricum, qui arietem ad pastum pellit, videt. Alta cum voce clamat: “Fortunate aries! Tu semper cibum a tuo domino accipes; is te a frigore et ab hostibus defendet; ei semper carior liberis eris; liberis nam is pecuniae magnam copiam impendet, sed cum te vendet, pecuniam accipiet et te laudabit.

Versioni latino gratis L’ASINO AL VECCHIO PASTORE

Un timido vecchio pascolava il suo asinello in un prato.

. Arrivano all’improvviso dei nemici e il vecchio, spaventato dal rumore, incita l’asino affinché fugga con lui. Ma quello interroga il vecchio: “Chi giunge?”. “Nemici, che sono sempre avidi di bottino”. “Ma a me cosa faranno? Forse mi imporranno due carichi?”
Il vecchio negò. “Dunque - disse l’asino - non cambierò niente tranne padrone.”